Pratiche Apertura Strutture Ricettive

Pratiche Apertura Strutture Ricettive

Cosa si intende per struttura ricettiva?

Le strutture ricettive sono quelle attività volte alla produzione di servizi per l’ospitalità. Esse possono essere suddivise in: strutture ricettive alberghiere, strutture ricettive all’aria aperta e strutture ricettive extralberghiere. Ciascuna attività è caratterizzata da specifici requisiti tecnici ed igienico-sanitari, definiti da normative sia statali che regionali. Queste strutture prevedono spesso il consumo di cibo e bevande, dedicato esclusivamente agli ospiti.

Le strutture ricettive comprendono i seguenti esercizi:
hotel, attività pubblica con almeno sette camere, che fornisce alloggio ed anche vitto e altri servizi;
affittacamere, strutture con non oltre sei camere, in uno o due appartamenti;
bed & breakfast, attività a volte saltuaria, svolta da privati nella propria casa;
agriturismo, ad opera di imprenditori agricoli;
– residence, attività a gestione unitaria, spesso con permanenza a rotazione e servizio di cucina personale per l’ospite;
campeggio, esercizio all’aria aperta;
villaggio turistico, in area recintata e allestimenti modesti, come tende o prefabbricati;
casa per ferie, gestite da enti pubblici o associazioni religiose, senza scopo di lucro;
appartamenti per vacanze, affittati a turisti per brevi periodi;
ostello per la gioventù, dedicati in modo specifico ai giovani;
rifugio alpino, che offre protezione in zone montane;
stabilimento balneare, spiaggia gestita da privati, senza pernottamento;
turismo rurale, che offre ospitalità, cucina tipica locale e attività sportiva;
villaggio albergo, con unità abitative distribuite in vari stabili, con animazione e sport.

Come avviare l’attività di struttura ricettiva?

Per aprire una di queste attività è necessario prima di tutto presentare,
al Comune in cui la struttura èhotel situata, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). L’esercizio potrà cominciare a partire dal giorno in cui è stato presentato il documento. La modulistica viene fornita dal Comune stesso. Questo potrà controllare in qualsiasi momento la veridicità delle certificazioni, delle dichiarazioni e di tutta la documentazione presentata, oltre ad effettuare un sopralluogo per verificare le condizioni della struttura turistica. Quest’ultima deve possedere tutti i requisiti e le autorizzazioni in materia urbanistica, edilizia, di pubblica sicurezza, igienico-sanitaria, di prevenzione degli incendi. Inoltre dovrà essere conforme alle normative e prescrizioni sulla destinazione d’uso degli edifici e degli ambienti. Le pratiche di apertura di strutture ricettive richiedono una complessa documentazione ed è necessario rivolgersi ad un tecnico qualificato, come il geometra. In base alle Regioni i documenti da presentare possono essere leggermente diversi.

Alla SCIA sono generalmente allegati i seguenti documenti:
– fotocopia del documento d’identità del richiedente;
– copia dell’atto di disponibilità dei locali (proprietà, affitto o comodato d’uso);
atto costitutivo della società e statuto;
– iscrizione alla CCIAA per attività ricettive imprenditoriali;
visura catastale dell’edificio come abitazione-categoria A;
planimetria catastale e planimetria generale della zona in cui sorge la struttura;
– copia dell’autorizzazione sanitaria rilasciata dall’ASL, con il numero dei posti letto e delle camere e con grafici vistati.
Inoltre sono indispensabili i seguenti altri documenti, redatti e sottoscritti dal geometra:
– relazione tecnica presente con indicazione del numero di camere (singole, doppie e con letti aggiunti);
pianta planimetrica con quote, superficie delle stanze, compresi gli elementi dell’arredamento e con la numerazione delle camere corrispondente a quella effettiva dell’attività;
– copia del certificato di agibilità dell’edificio compresa la destinazione d’uso;
– certificazione di prevenzione degli incendi, per gli esercizi con oltre 25 posti letto, mentre per quelli con meno posti è necessaria una perizia di asseveramento che attesti il rispetto delle norme antincendio;
– perizia tecnica di asseveramento attestante che gli impianti sono a norma (elettrico, idrico, termico e di climatizzazione);
– perizia tecnica per attestare la conformità dei requisiti di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro;
– perizia tecnica di asseveramento che attesti l’adeguamento dell’edificio all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Può inoltre essere necessario consegnare al Comune anche nullaosta di specifici enti o altri documenti asseverati, come ad esempio: autorizzazione paesaggistica, autorizzazione sismica del Genio Civile e relazione o certificazione energetica.

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