Cil e Cila - Comunicazione Inizio Lavori  e Comunicazione Inizio Lavori Asseverata

Cil e Cila – Comunicazione Inizio Lavori e Comunicazione Inizio Lavori Asseverata

Quando si intende dare vita a lavori edilizi sono naturalmente necessari i relativi permessi da parte delle autorità competenti. Proprio a questo proposito va sottolineato come nel corso degli ultimi anni siano intervenute ripetute modifiche della materia, tali da costringere spesso gli operatori del settore e i cittadini interessati a districarsi in una vera e propria giungla. Basti pensare ad esempio ai lavori necessari per frazionare e accorpare unità immobiliari, una materia per lungo tempo sottoposta al permesso di costruzione e per i quali ora invece è sufficiente la semplice CILA, acronimo di Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata.
Proprio per questo motivo diventa quindi necessario stabilire cosa sia la CILA e in cosa differisca effettivamente dalla Comunicazione di Inizio lavori (CIL).

Cos’è la CIL

La Comunicazione di Inizio Lavori (CIL) rappresenta quella procedura grazie alla quale è possibile far partecipe il Comune interessato dai lavori del loro inizio. Trattandosi di una comunicazione relativa a lavori molto semplici, tali da non richiedere di conseguenza interventi da parte di tecnici, può essere compilata con facilità anche da un semplice cittadino.
In questa branca possono essere compresi lavori come il varo di aree riservate ai giochi in cui non sussista lo scopo di lucro, l’installazione di pannelli solari termici, detti anche collettori, sul tetto delle abitazioni, oppure l’arredo di aree di pertinenza degli immobili. Più nel dettaglio, ricordiamo comunque che la fattispecie di lavori per i quali basta la CIL viene elencata nel D.P.R. 380 risalente al 2001. In particolare il comma 2 dell’articolo 6 indica oltre agli interventi già ricordati, anche i seguenti:
– lavori per la rifinitura e la pavimentazione degli spazi esterni;
– lavori rivolti alla soddisfazione di esigenze temporanee che possono quindi essere rimossi al decadere delle stesse e che in ogni caso non possono rimanere una volta decaduto il termine di novanta giorni;
– lavori tesi alla realizzazione di vasche in cui raccogliere l’acqua e di intercapedini interrate in maniera totale, di cui perciò non sia possibile l’accesso ad estranei.

Cos’è la CILA

La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) è invece necessaria quando i lavori previsti prevedano l’impiego di un tecnico abilitato. Anche in un caso di questo genere, comunque, gli interventi edilizi non prevedono versamenti a favore dei Comuni interessati e, soprattutto, possono iniziare senza alcun indugio, relativi permessi da parte delle autorità competenti pur essendo necessario un progetto a loro sostegno. L’asseverazione rappresenta in pratica il documento con il quale il tecnico incaricato si assume la responsabilità di dichiarare:
– l’assoluta conformità degli interventi previsti alle normative vigenti e, in particolare, a quanto sia stato stabilito dal Comune sotto il profilo prettamente urbanistico;
– la compatibilità degli stessi alle leggi antisismiche e alla normativa relativa all’efficienza energetica degli edifici;
– l’esclusione delle parti strutturali dell’immobile.
Quali sono i lavori per i quali è necessaria la CILA? In pratica rientrano in questo ambito i cosiddetti lavori di manutenzione straordinaria. Va però puntualizzato che non devono essere oggetto di intervento le parti strutturali dell’immobile interessato. Inoltre non devono essere sottoposte a mutamento la destinazione d’uso dell’edificio, nè la sua volumetria.

I modelli

La presentazione di CIL e CILA può essere compiuta sfruttando all’uopo i modelli che sono stati oggetto di approvazione da parte della “Conferenza Unificata tra Governo, Regioni ed Enti Locali”, avvenuta il diciotto dicembre del 2014.
L’approvazione in questione può essere considerata il corollario dell’esigenza di semplificazione e snellimento delle procedure burocratiche espresse dal Decreto Sblocca Italia. Proprio l’unificazione dei modelli è stata vista in particolare come uno dei mezzi più adeguati al fine di rendere meno problematico il rapporto tra l’amministrazione e i cittadini, almeno in tema edilizio, facilitando allo stesso tempo il lavoro dei professionisti operanti in un settore cardine della nostra economia.
I modelli varati sono costituiti da due parti, una comune a tutti i soggetti interessati e la seconda da modulare sulla base delle specificità che caratterizzano le varie realtà locali.

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