Antinfortunistica, l’Abc della sicurezza sul posto di lavoro

Antinfortunistica, l’Abc della sicurezza sul posto di lavoro

Entrare in un’area di cantiere, camminare nella corsia di un ospedale oppure muoversi su un ponteggio sono solo alcune delle situazioni tipiche che possono caratterizzare una giornata di lavoro. C’è un concetto che si accompagna, necessariamente, a tutte queste attività e che riguarda il pianeta della sicurezza: l’antinfortunistica. E’ fatto di normative stringenti e richiede l’impiego di accessori che servono a costruire intorno al lavoratore una corazza, in grado di metterlo al riparo da rischi anche mortali. Tra queste protezioni, oltre agli indumenti ad alta visibilità e ai caschi, le scarpe antinfortunistiche rivestono un’importanza cruciale dal momento che devono essere comode, difendere il piede da una grande varietà di pericoli (chiodi, rischi elettrici, pavimento bagnato) e non provocare dolore nello svolgimento delle mansioni. Esistono scarpe antinfortunistiche basse o alte a coprire la caviglia, adatte a supportare il lavoro del saldatore, dell’infermiere e del falegname, estive oppure invernali: le vetrine virtuali come quella di Syrio srl offriranno una panoramica completa. Con una doppia regola aurea: il luogo di lavoro innanzitutto dovrà rispettare le normative europee attualmente in vigore in tema di sicurezza, mentre il lavoratore – adeguatamente formato – dovrà essere munito dei dispositivi utili a tutelare la sua incolumità.

Come scegliere le calzature migliori: i parametri

Per ogni esigenza esiste un diverso tipo di scarpa antinfortunistica. Ci sono tre elementi dei quali tenere conto nella scelta e a prescindere dalla professione: sicurezza, traspirabilità e comodità. Il grado di protezione verrà parametrato al lavoro di ciascuno: un elettricista ad esempio, spesso a contatto con la corrente, non userà scarpe con parti di metallo (che è un materiale conduttore) mentre un meccanico, viceversa, si doterà di calzature rinforzate in metallo per attutire i possibili colpi. Quanto all’aspetto della comodità, dovendo indossare le calzature antinfortunistiche per molte ore di seguito, ciascuno dovrà sceglierle nel nome del benessere oltre che della protezione. Si tratta di scarpe che dovranno essere leggere, in modo da non intralciare o appesantire i movimenti. Spesso i brand specializzati in questi DPI (acronimo di ‘dispositivi per la protezione individuale’) creano prodotti con differenti calzate: ciascuna tipologia di pianta del piede potrà così avere la migliore scarpa per specifica anatomia. Infine sarà cruciale l’aspetto della traspirabilità, dal momento che indossare scarpe tutto il giorno dovendo svolgere mansioni pesanti o faticose può indurre una sudorazione extra: niente di buono per la salute del piede. I microbi, in simili situazioni, proliferano e possono dare luogo a spiacevoli infezioni.

Come sono classificate le scarpe antinfortunistiche

Esiste una classificazione all’interno della quale sono racchiuse le distinte tipologie di scarpe antinfortunistiche (secondo vari parametri, per intercettare le necessità dei diversi lavori). Sono indicate da sigle ben precise, che sono anche una guida al momento dell’acquisto: vengono indicate dalla lettera S (‘safety’) che può essere seguita da altre lettere oppure numeri (da uno a cinque). Le SB, di stampo ‘basic’, sono dotate di un puntale rinforzato in acciaio e sono antiscivolo, con un design piuttosto sportivo. Le S1, antistatiche, hanno una protezione sul puntale ma sono anche in grado di proteggere la suola da eventuali perforazioni. Con S2 si indicano calzature dalla spiccata impermeabilità, mentre le S3 sono antiscivolo e hanno una lamina antiperforazione perfetta per muoversi su terreni accidentati. Infine S4 ed S5 sono del tutto resistenti agli idrocarburi.

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