Ance: 3 case su 4 a rischio sismico

Ance: 3 case su 4 a rischio sismico

Tre case su quattro, in Italia, sono a rischio sismico. E’ l’allarme lanciato in questi giorni da Ance, l’Associazione italiana dei costruttori edili, di concerto con Legambiente, Oice, Federconsumatori, Anaci, Ordini nazionali degli ingegneri, geologi, architetti e geometri, e da Ingegneria sismica italiana in occasione della presentazione della campagna sull’eco e sul sisma bonus.

Rischio sismico, emergenza nazionale

I dati non sono per nulla incoraggianti. Lungo la Penisola “le aree classificate a maggior rischio sismico coprono ben l’85 per cento della superficie nazionale (quasi 260.000 metri quadri) e interessano il 70 per cento dei comuni (circa 5.800)”. E’ proprio in questi territorio, costantemente sottoposti al rischio di scosse di terremoto più o meno lievi, che “vive l’80 per cento della popolazione (47 milioni di persone), per un totale di 19 milioni di famiglie e si trovano circa 11 milioni di edifici, pari ai tre quarti dell’intero stock immobiliare del Paese”. Nella maggior parte dei casi, si tratta di edifici “insicuri obsoleti, inquinati e inquinanti”, costruito per il 70 per cento prima dell’introduzione delle norme antisismiche e sull’efficienza energetica”. L’allarme è stato lanciato a voce unificata dalle principali associazioni di categoria del settore e dagli ordini professionali. Un team di esperti di grande rilievo che riunisce sotto un unico pensiero Ance, Legambiente, Oice, Federcostruzioni, Anaci, Ordini nazionali degli ingegneri, dei geologi, degli architetti e dei geometri e da Ingegneria sismica italiana, insieme per presentare la campagna sull’eco e sul sima bonus.

Intervenire subito con ristrutturazioni

L’Ance, insieme con l’Oice, si è impegnato poi a effettuare una stima dei costi per la messa in sicurezza dell’edilizia residenziale. Un costo riferibile a opere strutturali di miglioramento sismico su edilizia residenziale che toccherebbe quota 105 miliardi di euro. In più, emerge dalla presentazione, “il costo per gli interventi di riqualificazione energetica potenzialmente attivabili sull’involucro edilizio del patrimonio immobiliare italiano sono, invece, stimabili in circa 33,5 miliardi“.

La campagna si sensibilizzazioni

Le sigle che hanno promosso la campagna chiedono, quindi, non solo la proroga ma anche il rafforzamento delle misure a sostegno della riqualificazione del patrimonio edilizio da parte di tutta la filiera delle costruzioni. Eco e Sisma Bonus, infatti, rappresentano incentivi importanti per aiutare le famiglie ad avviare percorsi di ristrutturazione nel segno dell’efficienza energetica e della messa in sicurezza in chiave antisismica. Si tratta di incentivi fiscali per riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica degli edifici che possono arrivare a ripagare, attraverso il ricorso al sistema delle detrazioni fiscali spalmate in 10 rate annuali, fino all’85 per cento della spesa. Interventi importanti per la sicurezza della popolazione e anche per sostenere il settore che inizia a scorgere le prime luci in fondo a lungo tunnel nel quale era precipitato dall’inizio della crisi. Un settore che, tra l’altro, oggi si fa più competitivo e innovativo grazie anche al ricorso a strumenti come www.giffimarket.it, che permette di acquistare direttamente on line, a costi competitivi le migliori attrezzature per società edili.

La posizione dell’Ance

A porre l’attenzione sul tema degli incentivi e sulla loro scarsa conoscenza da parte delle famiglie italiane è il numero due dell’Ance, il vice-presidente Rudy Girardi, che spiega: “Con l’ultima legge di Bilancio, per la prima volta abbiamo norme che consentono di intervenire in modo congiunto su efficienza energetica e anti-sismica, con incentivi forti che possono consentire una svolta. Abbiamo fatto interviste in giro per l’Italia: quasi nessuno sa come funzionano questi incentivi”.

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