autorizzazione interventi edili aree sottoposte a vincolo

Autorizzazione paesaggistica: come funziona?

Quali sono gli interventi realizzabili tramite autorizzazione semplificata

L’autorizzazione paesaggistica è una pratica obbligatoria al fine di poter svolgere interventi edilizi in zone sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale. Funzione della richiesta è quella di accertare che l’intervento edile sia compatibile con il vincolo esistente.

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del DPR 31/2017, in vigore dal 6 aprile 216, vengono individuati 31 interventi liberi, che non necessitano pertanto di alcuna autorizzazione paesaggistica. Il provvedimento, proposto dal Ministero dei beni e delle attività culturali, distingue tre tipologie di intervento:

  1. intervento libero;
  2. intervento per cui è necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata;
  3. intervento per cui è necessaria l’autorizzazione paesaggistica ordinaria.

Coloro che intendono effettuare degli interventi devono dunque, dopo verifica della tipologia di nullaosta necessario, presentare progetto e tutta la relativa documentazione alle amministrazioni competenti.

L’autorizzazione rilasciata ha una validità di 5 anni. Se i lavori non sono stati effettuati entro tale periodo, occorre richiedere nuovamente l’autorizzazione paesaggistica. Nel caso in cui i lavori, invece, siano stati avviati entro i cinque anni ma non terminati, è possibile concluderli entro l’anno successivo alla scadenza dell’autorizzazione.

A partire dal 6 aprile 31 interventi liberi

Tra gli interventi liberi, ossia quelli che non necessitano di autorizzazione paesaggistica, troviamo ad esempio:

  • installazione di strutture ombreggianti o amovibili, quali tende o pedane, in strutture ricettive o attività economiche;
  • realizzazione di opere interne che, seppur volte a cambiare la destinazione d’uso dell’unità immobiliare, non ne modificano l’aspetto esterno;
  • interventi per il consolidamento statico degli edifici;
  • installazione di pannelli solari e impianti tecnologici non soggette a titoli abitativi;
  • manutenzione e sostituzione di recinzioni o cancelli;
  • ricostruzioni di edifici a seguito di calamità naturali, qualora sia possibile accertante la loro preesistenza.

autorizzazione paesaggistica

Autorizzazione paesaggistica semplificata: cosa cambia con il DPR 31/2017

Il nuovo decreto allarga il numero degli interventi per i quali è prevista l’autorizzazione paesaggistica semplificata e modifica anche la procedura tramite la quale questa viene richiesta: l’invio dei documenti necessari avverrà esclusivamente in via telematica. Qualunque tipo di documentazione quindi andrà inviata telematicamente e sarà l’amministrazione quindi a trasmettere il tutto alla Soprintendenza.

Intento del nuovo provvedimento è quello di velocizzare le pratiche per la richiesta. Il termine massimo per la procedura è fissato infatti a 60 giorni.

Una volta presentata la richiesta all’Amministrazione competente, quest’ultima ha 10 giorni di tempo per richiede al soggetto interessato eventuali documenti o chiarimenti. Dopo un termine massimo di 20 giorni, la richiesta e la relativa documentazione saranno inviate alla Soprintendenza.

Quali sono i moduli per la richiesta di autorizzazione paesaggistica?

Il decreto prevede due tipi di documento:

  • allegato C, istanza con “procedimento semplificato”
  • allegato D, modello di relazione paesaggistica semplificata
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