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C’è tempo per correggere errori fatti nella dichiarazione dell’Imu

Dichiarazione IMU ecco come corregge eventuali errori

Una piccola sanzione la cui percentuale viene ridotta del 5 per cento per coloro che attuano delle correzioni ad eventuali errori commessi durante la presentazione annuale della dichiarazione dell’Imu-Tasi relativa alla scorso anno.

Come ogni anno il termine fissato per la scadenza dell’Imu-Tasi avviene in data 30 giugno. A partire dal corrente anno, ai fini della dichiarazione relative all’anno 2015, ogni contribuente avrà la possibilità di usufruire del ravvedimento operoso, entro il termine stabilito per il 30 luglio, con lo scopo di apportare delle correzioni e mettersi quindi in regola con quanto dichiarato. Egli potrà infatti inserire ciò che ha omesso in precedenza e potrà altresì modificare le informazioni riportate in maniera inesatta.

C’è da dire però che non tutti gli elementi facenti parte del modulo per la dichiarazione sono disponibili ad essere modificati; dunque non tutte le violazioni possono essere messe in regola con tale metodo.

In questo caso si prendono ad esempio i beni immobili delle imprese costruttrici che dichiarazione imu non sono stati ancora sottoposti a locazioni. Bisogna specificare perciò che essi, secondo la normativa attualmente in vigore, non sono assoggettabili alla tassazione prevista dalle regole che disciplinano il tema Imu-Tasi. Nella fattispecie comunque il termine per richiedere l’esenzione su tali unità immobiliari è e rimarrà quello previsto per il 30 giugno. Laddove il contribuente non abbia provveduto a formulare domanda sarà obbligato a farlo entro la stessa data dell’anno successivo. Nel caso in cui ignorerà tale vincolo, il diritto di agevolazione verrà considerato decaduto. Anche se poi c’è da sottolineare che il solo fatto che venga presentata tale denuncia per la richiesta di esenzione non implica che il contribuente ottenga effettivamente l’agevolazione richiesta.

Tuttavia grazie all’esistenza e al conseguente utilizzo del Modello Unico Informatico (Mui), per la gran parte delle variazioni immobiliari non sarà obbligatorio presentare alcuna denuncia Imu poiché tale modello, essendo inserito nel sistema di interscambio dei dati catastali, permetterà agli enti comunali di individuare facilmente qualsiasi forma di errore. Attraverso questo metodo di incrocio dei dati, i comuni non si limitano ad attenersi soltanto al protocollo informatico ma bensì attingono notizie anche dall’ufficio anagrafe ai fini dell’individuazione dell’abitazione principale.

A conclusione dei fatti quindi, non essendoci l’obbligo di presentare denuncia, l’unico vincolo da ottemperare è il pagamento dell’imposta dovuta entro i termini di scadenza indicati dalla legge.

Dal punto di vista pratico, nel caso in cui un contribuente abbia acquistato un fabbricato durante l’anno 2015 non era tenuto a presentare la denuncia Imu entro il 30 giugno scorso. La denuncia diventa obbligatoria però nel caso in cui il bene acquistato sia un’area fabbricabile in quanto il suo valore, una volta finiti i lavori, subirà una variazione economica. In questo caso il contribuente comunicherà al comune la data di inizio e fine di inabitabilità dell’area a meno che non ne sia già a conoscenza.

Con la riforma delle sanzioni, in caso di omissione e infedeltà dell’adempimento dichiarativo accompagnato dai pagamenti omessi si può regolarizzare la violazione con la riduzione della sanzione del 5%.

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